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Le malattie

Malatti della vite

Micosi (funghi)

I funghi sono organismi eucarioti, unicellulari o pluricellulari, eterotrofi e privi di clorofilla. Nei funghi pluricellulari, le cellule possono organizzarsi in strutture tubolari dette ife, che, intrecciandosi, danno origine a un micelio. I funghi possono riprodursi sia agamicamente (per scissione, gemmazione, frammentazione di micelio...) che sessualmente (i Deuteromycetes sono un gruppo di funghi che non si riproducono sessualmente). Il micelio può dar luogo a strutture specializzate, come 

  • gli austori (nei funghi parassiti: strutture che entrano nelle cellule dell'organismo ospite e da cui il fungo trae nutrimento);
  • i rizoidi (funghi saprofiti: strutture simili a radici);
  • i corpi fruttiferi (funghi superiori, appartenenti agli Ascomycetes e ai Basidiomycetes).

Il metabolismo dei funghi è vario: esistono funghi saprofiti (che vivono a spese della sostanza organica morta), funghi parassiti (che vivono a spese di un organismo vivente e sono definiti patogeni nel caso in cui causino malattia o morte) e funghi simbionti (che vivono a contatto con un organismo ospite in modo mutualistico, es. micorrizze). Le malattie fungine sono sicuramente quelle che determinano, o possono determinare, i maggiori danni alla vite: le più importanti sono la peronospora, l'oidio e la botrite, cui si aggiungono il mal dell'esca, l'escoriosi, i marciumi radicali e il black rot.

La Peronospora

Si tratta di una nota patologia fungina, la peronospora dell’uva viene causata dal fungo Plasmopara viticola. Le spore del fungo svernano sulle foglie cadute a terra, e quando ci sono sufficiente umidità e temperature di almeno 10-11 °C, che si raggiungono da aprile, iniziano a moltiplicarsi, e alle prime precipitazioni intense, con le gocce di pioggia vengono trasportate sulla pianta, che inizia ad essere infettata, soprattutto se ha già tralci di 10 cm circa. Più la vite è allevata bassa, con vegetazione vicina a terra, e maggiori sono le probabilità che avvenga questa infezione primaria. Si possono così iniziare a vedere le prime macchie sulle foglie, dette “macchie d’olio” sulla pagina superiore delle foglie, e in seguito su quella inferiore si forma della muffa, che può riguardare in seguito anche fiori, acini, cirri e giovani germogli. Dall’infezione primaria si scatena poi quella secondaria, con la quale gli organi del fungo si diffondono in maniera rapida favoriti da altre piogge, rugiada e vento. I grappoli colpiti imbruniscono e disseccano.

Oidio

L’oidio si manifesta presto nella stagione, alla schiusura delle gemme, poi è possibile notarlo sulle foglie e sui grappoli con la classica formazione biancastra e polverulenta. Per la vite sia da vino che da tavola sono registrati i prodotti a base del fungo antagonista Ampelomyces quisqualis, da preferire o alternare allo zolfo.








Botrite

La Botrite o muffa grigia (Botritis cinerea) spesso insorge favorita da lesioni accidentali già presenti sulla pianta, oltre che dall’umidità, dall’ombreggiamento dei frutti e dall’eccesso di azoto nel terreno. Si manifesta con la classica muffa che colpisce i grappoli, che diventano immangiabili. Sono più soggette a questa malattia le varietà che hanno grappoli con gli acini molto serrati tra loro.



La flavescenza dorata

La flavescenza dorata è una malattia determinata da un fitoplasma, che viene trasmesso facilmente da un insetto vettore, lo Scaphoideus titanus, e quindi la difesa si imposta lottando l’insetto, per esempio trattando con il piretro naturale.

La flavescenza si manifesta sotto forma di giallume, con grappoli che avvizziscono, tralci che diventano gommosi, non lignificano e si ripiegano verso il basso. Le foglie ispessiscono e assumono consistenza cartacea.

Mal dell’esca

È una malattia particolare, causata da un insieme di funghi, e può comportare ritardi nel germogliamento ad inizio stagione e poi manifestarsi in seguito. Sulle foglie si possono notare ingiallimenti del lembo, mentre la nervatura resta verde, e gli ingiallimenti del lembo poi virano al bruno. Gli acini possono manifestare macchie puntiformi violacee, soprattutto sulle varietà di uva da tavola come Regina e Italia. Nel legno la malattia intacca i vasi interni con annerimenti ed essudati e in genere porta a morte la pianta, per cui è bene intanto partire con l’impianto di barbatelle sane e poi estirpare le piante che mostrano sintomi di questa avversità.





PARASSITI ANIMALI

Numerosi sono i fitofagi di Vitis vinifera, pianta di grande importanza nel panorama economico europeo e mondiale. Possiamo distinguere: fitofagi che causano un danno diretto, nel senso che vanno a danneggiare direttamente la parte economicamente importante della vite, ossia il grappolo (es. carpofagi, come le tignole della vite); fitofagi che causano un danno indiretto, ossia danneggiano parti non commerciali della pianta (es. fillofagi e rizofagi, che danneggiano, rispettivamente, foglie e radici) (Ruzzene, 2013).

Tra i fitofagi della vite, distinguiamo:

insetti carpofagi, quali (cliccare sul nome dell'insetto per visualizzarne la scheda):

  • tignola dell'uva (Eupoecilia =Clysia Ambibuella);
  • tignoletta dell'uva (Lobesia botrana);
  • eulia (Argyrotaenia pulchellana Haw. insetti fitomizi, quali:

cicalina verde (Empoasca vitis Göethe);

  • cicalina gialla (Zygina rhamni);
  • tripidi della vite (come Drepanothrips reuteri e Frankiniella occidentalis);
  • cocciniglie (cocciniglia del corniolo, pulvinaria maggiore);
  • fillossera della vite (Viteus vitifoliae Fitch

insetti vettori di agenti patogeni, quali:

  • Scaphoideus titanus (vettore della flavescenza dorata)
  • Hyalesthes obsoletus (vettore del legno nero)

Altri fitofagi della vite sono gli acari: i tetranichidi, detti “ragnetti”, appartengono ad una famiglia di piccoli acari (lunghi circa 0,5 mm) in grado di causare danno alla vite; è importante quindi conoscerne le caratteristiche al fine di adottare una strategia di lotta adeguata per il loro contenimento.

I nematodi parassiti della vite sono molti e tutti vivono esclusivamente a spese dell'apparato radicale, pertanto una loro rapida individuazione risulta impossibile. I generi interessati sono diversi, quali: Meloidogyne, Pratylenchus, Xiphinema e Longidorus.

VIROSI, FITOPLASMOSI E BATTERIOSI

I virus non hanno struttura e organizzazione cellulare: sono entità infettive e patogene, costituite da una o più molecole di un solo tipo di acido nucleico (Rna o Dna), rivestite da un capside proteico e in grado di moltiplicarsi solo in cellule vive (Belli, 2007). Le principali virosi della vite sono l'accartocciamento fogliare, l'aricciamento, la malattia delle enazioni, il legno riccio, la suberosi corticale. I fitoplasmi sono microrganismi procariotici e unicellulari, appartenenti alla classe dei Mollicutes. Sono privi di parete cellulare e posseggono un genoma di dimensione inferiore rispetto ai batteri. Sono parassiti cellulari, a localizzazione floematica, con tendenza a accumularsi in tubi cribrosi (Belli, 2007). Le principali fitoplasmosi della vite sono la flavescenza dorata e il legno nero. I batteri sono organismi procarioti e unicellulari, dotati di parete con all'esterno la capsula contenente lo strato mucoso; si moltiplicano per scissione binaria (Belli, 2007). I batteri fitopatogeni sono incapaci di penetrazione diretta e penetrano solo attraverso aperture naturali o ferite. Non esistono principi attivi ammessi in agricoltura per il loro contenimento (Marenghi, 2007). Una batteriosi della vite è costituita dalle “macchie nere della vite”.